Abc dell’abbinamento felice tra cibo e vino

Ovvero… come fare per essere sicuri di non sminuire i nostri piatti servendo un vino non adatto? 

Alzi la mano chi non si è mai posto questa domanda al momento di decidere quale bottiglia stappare.

L’abbinamento cibo vino è senza dubbio un argomento delicato in quanto molte volte ci si scontra con i gusti personali o semplicemente con la pigrizia nei confronti di nuove sensazioni o con convinzioni vecchie di anni. 

Quello che è certo è che un vino azzeccato potrà migliorare anche il più semplice dei piatti mentre un vino sbagliato rovinerà anche una preparazione degna di un grande chef. 

Tranquilli, adesso non scriverò una lezione sull’argomento, per quello ci sono i corsi da sommelier, ma mi limiterò a dare poche linee guida semiserie che tutti, se vogliono, possono seguire per gustare al meglio i propri piatti. 

A ogni regola seguirà l’indicazione di un vino di quella tipologia, per avere un esempio pratico. 

Regola numero 1

Uno spumante nobile, ottenuto con il metodo classico, risolve quasi tutti i problemi. Piatti con pesce? Lasagne con verdure? Risotti di qualsiasi tipo? Ecco che la personalità e la pulizia di questo tipo di spumanti appagherà le papille senza appesantirle e consentirà un abbinamento successivo per il secondo piatto. Che sia Trentodoc, Lessini Durello Doc, Franciacorta Docg o Champagne, il metodo classico è una garanzia. Da provare Barone Pizzini, Franciacorta Saten Docg Brut 2016, da uve chardonnay in purezza, ha un sorso elegante fresco e minerale, molto affascinante. 

Regola numero 2

Un bianco fermo con una buona alcolicità, oltre i 13 gradi per intenderci, e apprezzabile freschezza è il compagno ideale dei vostri piatti a base di pesce e verdure. Se la cava egregiamente anche con salumi e formaggi o con gusti difficili come per esempio gli spaghetti alla bottarga o il risotto con gli asparagi. Hanno questa caratteristica quasi tutti i vini bianchi del Friuli, a base Friulano o Chardonnay, così come gli Chardonnay e i Muller Thurgau del Trentino Alto Adige, passando per il Manzoni bianco nella zona del Piave. Uno dei campioni di versatilità secondo me è il Vermentino di Sardegna. Provate Antonella Corda, Vermentino di Sardegna Doc 2019, non deluderà. 

Regola numero 3

Con dei piatti di grande spessore aromatico ci vogliono dei vini di grande spessore aromatico. L’esempio tipico è il salmone affumicato ma possiamo parlare anche di un piatto con i funghi porcini, con il tartufo, o di un risotto mantecato al Castelmagno. Sfoderiamo l’artiglieria pesante dell’aromaticità e stappiamo Tramin, Nussbaumer Gewurztraminer Alto Adige Doc 2018, lasciandoci trasportare in un affascinante mondo di petali di rosa e cannella. È perfetto anche con la cucina etnica, tenetelo presente. 

Regola numero 4 

E i piatti di carne? Eccoci qui. Sia che abbiamo arrosti vari, anatra all’arancia, stinco di maiale o tagliata di manzo quello che ci serve è un rosso di buona struttura che accompagni senza sovrastare e che lasci la nostra bocca pulita e pronta per un nuovo boccone. Perfetti il Valpolicella Superiore e il Refosco del Collio, oltre al sempre valido e soddisfacente taglio bordolese, che in Italia trova grande realizzazione in Veneto e in Toscana. Andiamo a Bolgheri e assaggiamo Tenuta San Guido, Guidalberto, Toscana Rosso Igt 2018, che con la sua morbidezza e la trama tannica ben equilibrata darà lustro ai nostri piatti di carne. 

Regola numero 5 

Finiamo il nostro percorso affrontando il tema dei rossi di grande struttura come l’Amarone della Valpolicella, il Barolo, il Brunello di Montalcino. Qui l’abbinamento deve necessariamente partire dal vino, data la personalità ingombrante che avremo nel calice. Brasato, stracotto, gulasch o formaggi stagionati sono i compagni di questi vini emozionanti. Non si scomodano per nulla di meno. Pio Cesare, Barolo Docg 2016 è sempre una certezza. 

Regola aurea

Arrivati al dolce ci vuole un vino dolce. Lo spumante secco abbinato al dolce è un classico… che renderà decisamente amaro il momento del dessert. Quindi via libera ai vini passiti o agli spumanti dolci come Cavazza, Soelio Recioto di Gambellara Spumante Docg, dal profumo di agrumi, albicocca e mandorle, da gustare assieme al panettone.

L'autore /

info@geppa.it

Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.

Scrivi un commento