Spumanti. Consigli per le feste… e il dopo feste

La cosa curiosa in questi tempi sospesi tra lockdown e speranza di venirne fuori al più presto è il calo del consumo di spumanti, soprattutto di quelli cosiddetti nobili, ottenuti con il metodo classico. 

Che in questo 2020 che volge al termine non ci sia tutto questo granché da festeggiare è un dato di fatto, ma quello che mi ha sorpreso è che il consumo di bollicine sia così legato all’uscita al ristorante o al festeggiamento di qualche cosa, quando invece lo spumante è un ottimo alleato di tanti piatti e… udite udite, se non si finisce la bottiglia, grazie alla presenza dell’anidride carbonica, si conserva meglio di un vino fermo. Paura che si sgasi? Basta mettere uno stopper e il gioco è fatto. 

Va da sè che se si è in due non è che resti molto di una bottiglia durante una cena. 

A ogni modo siamo in dicembre, forse per quest’anno dovremo evitare le grandi riunioni di famiglia (e non è detto che sia un male… ) ma quello che è certo è che qualcosa berremo durante le giornate natalizie.

Vi propongo una decina di spumanti dalle caratteristiche molto eterogenee, che andranno benissimo nei giorni di festa ma forse anche meglio in ogni momento della vita, semplicemente quando avrete voglia di berli. 

Si parte, rigorosamente in ordine sparso e casuale. 

  1. Castello Bonomi, Franciacorta Brut CruPerdu Docg 2011. Dalla regione spumantistica più famosa d’Italia una cuvée di chardonnay e pinot nero che apre con profumo di frutta tropicale, ananas e mango, per poi continuare con nocciola e liquirizia. Il sorso è ampio e soddisfacente, adatto a essere utilizzato a tutto pasto. Perfetto con catalana di crostacei. 
  2. Bollinger, Champagne Special Cuvée 2012. La maison Bollinger è sempre una sicurezza. Da uve pinot noir in prevalenza, uno spumante dorato, speziato e ricco di frutta. Il sorso è elegante e pieno, di grande pulizia e complessità. Ricordo che lo Champagne molte volte è la risoluzione di un sacco di problemi, gastronomici e non… 
  3. Cavazza, Lessini Durello Spumante Doc. La zona dei Monti Lessini, a cavallo tra le province di Verona e di Vicenza, è la patria del vitigno durella, uno dei più adatti alla spumantizzazione. In questo caso è lavorato con il metodo charmat e il risultato è un sorso di estrema freschezza e sapidità, perfetto per antipasti con mozzarella di bufala. O con una pizza margherita (si, lo spumante è buono anche con la pizza). 
  4. Case Paolin, Asolo Prosecco Col Fondo 2018. Volete scoprire l’essenza del prosecco, il vino più chiacchierato e meno conosciuto? Provate la versione col fondo, o sur lie, che dir si voglia.  Sorso dinamico, gusto fragrante e profumo goloso e fruttato. Non fate l’errore di averne una bottiglia sola perché finisce subito. 
  5. Cembra Cantina di Montagna, Oro Rosso Trento Doc Dos. Zero. Dai vigneti più alti della Val di Cembra, siamo oltre i 600 m slm e con certificazione di viticoltura eroica, un metodo classico da chardonnay in purezza che trasferisce nel calice tutta la mineralità dell’oro rosso, il porfido che origine vulcanica che ne costituisce il territorio. Non provarlo abbinato a una pasta al sugo di scampi sarebbe semplicemente un delitto. 
  6. Corvezzo, Prosecco Bio Doc Treviso Extra Dry. Si, è vero, è il prosecco più comune, quello che non viene dalle colline e con un pelo di residuo zuccherino. Voi però provate ad assaggiarlo. Il lavoro maniacale in vigna e in cantina si riflette in un sorso elegante e beverino e la bottiglia finirà in pochi minuti. Prima ancora di sfoderare l’antipasto. 
  7. Le Morette, Cépage Brut Rosè Bardolino Doc. Da corvina, rondinella e molinara, uve che solitamente si usano per produrre grandi rossi (si veda alla voce Amarone) uno spumante  rosa metodo charmat agile, floreale e autentico. Cucinate la zuppa di pesce. 
  8. Zanotelli, Forneri Trento Doc Brut Millesimato 2015. Un metodo classico che dopo qualche anno sui lieviti ancora porta l’impronta dello chardonnay, il vitigno che lo compone. Mela e leggere tostature al naso, sorso tagliente e fragrante. Risotto al radicchio e salsiccia. 
  9. Vigne del Bosco Olmè, Malvasia Frizzante Veneto Igt. Dalla campagna veneziana e da uve malvasia di Candia in purezza il vino ideale per accompagnare il baccalà mantecato. Fresco e sapido, con percepibile residuo zuccherino accompagna il più tipico degli antipasti veneziani con tanta grazia e tanta tradizione. 
  10. Dotta, Verizzo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut. Dalle colline Patrimonio dell’Unesco uno spumante elegante e fruttato, con profumo di mela renetta e agrumi, perlage cremoso e sorso di rara pulizia. L’aperitivo perfetto che saprà accompagnare anche antipasti e primi piatti a base di verdure. 

A questo punto non rimane che scoprirli tutti nella nostra enoteca online. Buon divertimento!

L'autore /

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Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.

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