Grandi vini che non ti aspetti: i bordolesi in Veneto

Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, vitigni girondini e famosissimi, sono parte integrante del taglio, o blend che dir si voglia, più diffuso e prezioso al mondo. Assieme ad altri compagni minori, tra cui il Carmenere e il Petit Verdot, si sono insediati con successo in ogni angolo del pianeta dove si potesse allevare una vite.

Il modello bordolese è dunque copiabile ovunque nel mondo ed è anche ciò che più rimanda all’idea di aristocrazia contenuta in una bottiglia da 75 cl. Pensiamo agli chaiteaux di Bordeaux, dove tutto ha avuto origine, e poi a Bolgheri, alla Napa Valley, solo per citare alcuni esempi di successo.

In Italia i vini da assemblaggio bordolese più blasonati sono senza dubbio quelli della zona di Bolgheri e Castagneto Carducci, in Toscana, ma non bisogna trascurare la diffusione che questi vitigni hanno in tutto il territorio nazionale, raggiungendo in alcuni luoghi risultati di assoluta eccellenza.

La diffusione nel Veneto

Dagli anni del dopoguerra, in cui imperava la produzione forsennata, caratterizzata dall’erbaceo spinto del Carmenere, erroneamente scambiato per Cabernet Franc, stanno a poco a poco emergendo le piccole Denominazioni ricche di potenzialità, in cui si ottengono vini di grande carattere, come i Colli Euganei, i Colli Berici e la zona del Montello e Colli Asolani.

La storia dei vitigni bordolesi in Veneto nasce in tempi antichi, a metà dell’800, nei Colli Euganei, tanto che da queste parti tali uve sono ormai considerate autoctone. Ci troviamo a sud di Padova, il sottosuolo presenta estrema variabilità in quanto derivato da eruzioni vulcaniche avvenute sotto le rocce sedimentarie del fondo marino che caratterizzava questa regione. I colli Euganei non hanno grandi pendenze né grandi altitudini ma presentano terreni estremamente magri e variabili, tanto che il gusto dell’uva dello stesso vitigno può cambiare a distanza di pochi metri. La resa per ettaro è bassissima, circa 30 quintali, dovuta principalmente al fatto che la pianta trova poco nutrimento nel terreno. I vini sono concentrati, minerali, eleganti e decisamente longevi.

A nord di Padova, si incontra un’altra zona in cui i vitigni di Bordeaux sono protagonisti, i Colli Berici. La morfologia del territorio è diversa, i suoli sono calcarei, perfino carsici in alcuni luoghi, ma ugualmente vocati per la produzione di questi vini. L’altitudine media dei vigneti è di 250 m slm e le pendenze delle colline sono morbide. I vini sono generosi, hanno buona complessità e piacevole sapidità.

Più a est, a nord di Treviso, ci si imbatte nel Montello, una collina carsica che spunta nel mezzo della pianura padana, adiacente alle famose Colline del Conegliano Valdobbiadene. Le terre del Montello sono rosse, tradiscono la presenza di minerali, soprattutto ferro, e questo dona complessità e longevità ai vini ivi prodotti. Si viaggia sulle ali dell’eleganza con i bordolesi del Montello, con trame tanniche ben costruite e buona atitudine all’invecchiamento. Sempre nel trevigiano vale la pena di ricordare piccole produzioni del Colli di Conegliano Rosso; di solito sono fazzoletti strappati alla produzione della glera che a Conegliano Valdobbiadene è regina incontrastata. Le colline Patrimonio dell’Unesco donano anche ai rossi di Bordeaux, creando prodotti eleganti, fruttati e piacevoli.

Il prezzo di questi piccoli capolavori? Decisamente abbordabile. Bottiglie aristocratiche a prezzi contenuti.

Per finire ecco alcune aziende che producono tagli bordolesi in Veneto assolutamente da provare. Sul Montello troviamo Serafini e Vidotto, Case Paolin, Loredan Gasparini.  Sui Colli Euganei abbiamo Il Filò delle Vigne, Vignalta, Il Mottolo. Sui Berici possiamo sfogarci da Vigna Roda, Piovene Porto Godi, Maculan, Cavazza.

L'autore /

info@geppa.it

Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.

Scrivi un commento