Greco, il vitigno della Magna Grecia

Il Greco è un vitigno originario della Grecia

Greco, il vitigno della Magna Grecia

Il Greco è un vitigno originario della Grecia, a bacca bianca, importato in Italia intorno all’ VIII secolo, quando gli ellenici cercarono di fuggire dalla crisi agricola che colpì il loro territorio. Assieme al Fiano e alla Falanghina costituisce la gran parte della produzione di vini bianchi della Campania.

Pare che i primi esemplari arrivarono in Calabria, uno dei territori di quella zona chiamata Magna Grecia. Successivamente anche i Romani sfruttarono il potenziale di questo vino, diffondendolo in tutto il bacino del Mediterraneo.

Il Greco di oggi è presente in due sottovarietà: il Greco Bianco e il Greco di Tufo, che risulta essere la varietà più conosciuta ed apprezzata.

Il vitigno Greco si presenta con grappoli di dimensioni medio-grandi e acini medi dalla buccia spessa. Il colore è giallo dorato, con sfumature color ambra se esposto ai raggi solari in maniera diretta.

Gli studi hanno dimostrato che il Greco di Tufo riesce a esprimersi molto bene se sottoposto a invecchiamento. Può affinarsi fino a 10 anni e la versione in vino passito tende ad arrivare ai 17 gradi alcolici.

Greco di Tufo abbinamenti del vino della colonizzazione

Il Greco di Tufo è un vino salato e molto acido. E’ impegnativo domare un vino di questo calibro. Anche l’affinamento in legno, se non sottoposto a controlli, potrebbe far venir meno quella che è l’esuberanza intrinseca del vino.

Il vitigno Greco è vigoroso e dà vita a vini dai profumi intensi. I richiami sono quelli della pesca, delle mandorle e del miele. Il risultato è un prodotto elegante e complesso.

Il Greco è un vino caldo e strutturato, dotato di profondità e sentori minerali. La sua prepotenza non lo rende meno apprezzabile, anzi lo distingue dai bianchi della zona.

Con il tempo si stanno trovando le giuste tecniche per tenere a bada quello che è un vitigno ribelle, trovato una pulizia nel gusto, senza far venire meno la sua tipicità.

Il vino bianco Greco di Tufo Docg è ottimo in abbinamento a piatti a base di pesce. Sushi, primi a base di frutti di mare, crudi, ma anche risotti carni bianche e formaggi stagionati.

Storia del Greco di Tufo

Quelli che oggi vengono chiamati Greci o Grechetti, sono vitigni che hanno caratteristiche molto diverse e che si sono diffusi su un ampio territorio tra il XIV e il XIX secolo. La loro comparsa sul suolo italiano risale alla colonizzazione della zona meridionale.

Sono infatti i Greci a diffondere questa coltivazione nell’Italia meridionale, allora chiamata Magna Grecia. Introdussero anche la tecnica di coltivazione ad alberello, la più idonea per questo vitigno.

A causa della peste del 1348, le campagne si spopolarono e la coltivazione della vite perse importanza, tanto che i vitigni migliori, come il Greco, vennero sostituiti da altri di minor qualità, ma maggior resa.

Per questo nella borghesia si diffuse la fama e la moda che i vini provenienti dalla Grecia fossero migliori. L’effetto del sole donava ricchezza e corpo alle uve e di conseguenza anche a vini.

Quello che ne conseguì fu la diffusione fra i nobili e il ritorno alla coltivazione del Greco che divenne anche una delle merci principali di scambio dei mercanti.

Greco di Tufo caratteristiche dei vini prodotti e zone di produzione

Il Greco è un vino che al naso presenta odori di miele, frutta e minerali. Sono profumi intensi, da vino di carattere quale dimostra di essere.

Il Greco di Bianco trova il territorio ideale in Calabria, territorio a cui deve anche il suo nome; Bianco è infatti un paese sulla costa ionica.

Il Greco di Tufo Docg è tipico della zona campana, e deve il suo nome alla città di Tufo. In questa regione risulta essere la DOCG più rinomata, nonostante l’estensione ridotta della coltivazione.

Questa DOGC deve contenere almeno l’85% di Greco, da disciplinare, e la restante parte è costituita da Coda di Volpe.

Il Greco di Bianco DOC prevede invece l’utilizzo in purezza del vitigno calabrese, ma in altre denominazioni può essere vinificato in blend.

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Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.