La conoscenza del vino: sommelier sì o no?

Un luogo comune dice che l’Italia è un popolo di santi, navigatori e allenatori di calcio. Ultimamente mi sento di aggiungere anche di sommelier.

Sto scherzando, ovviamente, ma fino a un certo punto, perché la complessità dell’argomento vino è in gran parte sottovalutata. Di più. Ultimamente sta anche acquisendo un carattere patinato che, se da un lato ne definisce il futuro commerciale, dall’altro può distogliere dallo scopo ultimo, che è capire quello che si beve, goderne e pagarlo il giusto prezzo.

Ma come si arriva a capire quello che si beve? E quanto bisogna impegnarsi?

La risposta è… abbastanza. La buona notizia è che si tratta di un percorso entusiasmante di esplorazione delle nostre potenzialità sensoriali e della cultura del genere umano.

Corso per sommelier si o no?

Chi ha curiosità per il mondo del vino prima o poi si trova su google a cercare informazioni su un corso per sommelier. Poi molte volte desiste perché è lungo, costa troppo, oppure sceglie a caso o preferisce fare un corso di avvicinamento al vino, meno impegnativo.
Partiamo dall’inizio: i corsi di avvicinamento al vino di 4 o 5 serate sono utili per appassionare. Ci andate, vi divertite, la cosa vi piace e poi finite per iscrivervi al corso per sommelier. O abbandonate l’idea perché vi rendete conto che si tratta di un mondo immenso. Diciamo che vi mostrano la punta dell’iceberg ma percepite benissimo cosa c’è sotto.
Se non vi siete spaventati e la curiosità aumenta ecco che è il momento di cercare un corso per sommelier.
Da tanti anni insegno ai corsi Fisar e ogni volta chiedo ai partecipanti il motivo per cui sono là. Più della metà lo fa per curiosità e per capire cosa beve. Il resto si divide tra coloro che già lavorano nel settore e coloro che aspirano a lavorarci. Io stessa appartenevo alla prima categoria e poi ho finito per rientrare nella seconda per eccesso di passione.
In Italia al momento non c’è un percorso definito che porta alla qualifica di sommelier professionista con iscrizione all’albo (come per esempio in Francia) ma ci sono delle associazioni (Ais, Fisar e Fis) che sono abilitate a rilasciare un diploma di sommelier che potenzialmente ha una connotazione professionale. Solo queste associazioni possono farlo. Lo specifico perché sento spesso della nascita di corsi per sommelier nei siti più disparati, addirittura online (che poi imparare a degustare online è un po’ come imparare a nuotare senza l’acqua, con buona pace del Covid). Questo accade proprio perché non esiste una regolamentazione specifica ma, mentre ci auguriamo che arrivi presto, possiamo scegliere di fare un corso serio.

La prima associazione nata in Italia è l’Ais (Associazione Italiana Sommelier). Il percorso Ais è piuttosto impegnativo, si articola su tre livelli e alla fine del terzo ci sarà un esame finale riguardante tutti gli argomenti trattati.
Nel primo livello conoscerete le funzioni del sommelier, la viticoltura, la vinificazione, la legislazione e, soprattutto, comincerete ad approcciare il magico mondo della degustazione e del servizio dei vini.
Nel secondo livello si fa un viaggio intorno al mondo per conoscere tutti i vitigni e le zone vitivinicole.
Nel terzo livello, finalmente, si impara ad abbinare al cibo il vino migliore.

Con la Fisar (Federazione Italiana Sommelier Ristoratori Albergatori) andrà più o meno allo stesso modo. Tre livelli ed esame finale. Se fino a qualche anno fa l’Ais era senza dubbio l’eccellenza, mi sento tranquillamente di dire che ora tra le due associazioni leader non c’è più differenza. Considerate anche che Fisar da anni è partner di Slow Food e che da questo connubio nascono interessanti iniziative e opportunità rivolte ai soci.

Fis (Fondazione Italiana Sommelier) nasce nel 2012 e propone dei corsi articolati in modo un po’ diverso ma alla fine gli argomenti trattati sono i medesimi.

Queste realtà sono divise in delegazioni nelle varie zone d’Italia e organizzano corsi con partenze indicativamente a settembre e a febbraio di ogni anno.
In tutti questi casi vi saranno forniti libri di testo, calici da degustazione, attrezzi del sommelier, quaderni di degustazione.
Bisogna studiare? Ebbene si, l’esame del terzo livello non è propriamente una formalità. Però studiare significa anche allenarsi sensorialmente, fare attenzione a tutti i profumi e ai gusti che ci circondano, girare per cantine, enoteche, fiere, ascoltare i produttori. Solo così il mondo del vino comincerà ad avvolgervi nelle sue piacevoli spire. Quindi un po’ di sosta sui libri ma molte attività piacevoli.
Una volta raggiunto l’agognato tastevin avrete in mano tutti i mezzi per esplorare la base dell’iceberg, a seconda della vostra volontà e delle vostre aspirazioni. Sarete diventati dei bevitori più consapevoli, potrete fare i fighi con gli amici, stupire il partner e scegliere un vino sulla base della qualità e non del prezzo o del brand. Non avrete il naso bionico ma quello non ce l’abbiamo neanche noi che pratichiamo da anni. Quindi, niente paura se non sarete in grado di riconoscere tutti i vini al primo approccio.

Se tutto questo non vi basta e volete immergervi ancora di più nel vino, Ais e Fisar offrono la possibilità di continuare la formazione con master e specializzazioni da Degustatore Ufficiale, Direttore di Corso, Docente e Sommelier professionista.
Oppure potrete scoprire tutti gli altri mestieri, alcuni nuovissimi, nascosti in un calice.
Qualche esempio lo trovate proprio qui.

L'autore /

info@geppa.it

Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.

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