La Franciacorta

La terra di Franciacorta è morenica e guarda il lago d’Iseo che le cede calore. Ci troviamo quindi nella Lombardia orientale pedemontana, in provincia di Brescia.
Siamo nella prima zona italiana in cui si è creato uno spumante che potesse fare un pezzetto di strada assieme allo Champagne. Questo è un argomento complesso, che svilupperò qui.

Ma tant’è, i Franciacortini possono essere considerati gli inventori del Metodo Classico Italiano, più specificamente nelle persone di Guido Berlucchi e Franco Ziliani negli splendidi anni Sessanta.

E no, Franciacorta, non significa una Francia minore ma deriva da curtes francae, gli antichi possedimenti religiosi esenti da imposta.

Qui, fino agli anni Sessanta si producevano vini bianchi e rossi fermi, che sono tuttora regolamentati dalla Doc. In quegli anni e nei successivi, un gruppo di imprenditori ha cominciato la produzione di spumante con il metodo classico, ovvero la rifermentazione in bottiglia, lo stesso con cui si produce lo Champagne e questo prodotto ha avuto il riconoscimento della Docg nel 1995.

I vitigni usati sono più o meno gli stessi della Champagne: Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Blanc a sostituire il Pinot Meunier. Dal 2017 si aggiunge anche in piccola parte e in fase sperimentale il vitigno Erbamat.

Ricapitolando… stesso metodo di lavorazione e stessi vitigni. Qual è la differenza?

Sono due: il terroir e la storia. Ciò non significa che uno sia migliore dell’altro tout court, quando si parla di vino bisogna far riferimento anche a prezzi, annate e bottiglie. Certamente sono diversi.

I vini di Franciacorta sono stati tacciati di mancanza di poesia, proprio perché frutto di capacità imprenditoriali più che di tradizioni contadine, ma la progettualità di questa regione ne ha esaltato al massimo il valore economico e i prodotti sono tesi alla massima espressione qualitativa il cui fine ultimo è l’eleganza della beva.

Il vitigno più utilizzato è lo Chardonnay perché in un vino che cerca l’eleganza è senza dubbio il più adatto. Aggiungiamo che ci troviamo parecchio a sud per una zona spumantistica e capiamo velocemente che l’uso massiccio del Pinot Noir porterebbe ad appesantire il prodotto.

Nel 2017 è stato introdotto nella base ampelografica dal disciplinare di produzione l’Erbamat, un vecchio vitigno a bacca bianca originario della provincia di Brescia, da molto tempo dimenticato ma di cui si ha notizia fin dal ‘500.

L’Erbamat ha maturazione tardiva, oltre un mese dopo lo Chardonnay e i Pinot, e dà molta acidità. Questo vitigno consentirà di dare un contributo di freschezza alle basi senza però stravolgerne il profilo tipico del vino, grazie alla sua neutralità aromatica. L’Erbamat entra al momento nella base del Franciacorta al massino con il 10%, per tutte le tipologie tranne il Satèn, così da permettere di testare le sue potenzialità in modo graduale e valutarne eventuali incrementi in futuro.

Abbiamo citato il Satèn. Si tratta di un Franciacorta che deriva da sole uve bianche e ha una spuma meno aggressiva, satinata appunto, in quanto la pressione all’interno della bottiglia non può superare le 5 atm (a differenza degli spumanti che arrivano a 6 atm).

I Franciacorta a base Chardonnay si presentano di colore giallo paglierino, spesso con riflessi dorati e oltre alla crosta di pane, aroma secondario tipico degli spumanti metodo classico, presentano profumi di pesca e ananas, spezie dolci e sentori di miele. Il sorso è giocato su sapidità e acidità, a esaltarne l’eleganza.

Per concludere ricordiamo che i Franciacorta si distinguono anche in base al dosaggio, ovvero l’aggiunta o meno di liqueur d’expedition dopo il degorgemént (l’eliminazione delle fecce dalla bottiglia alla fine del periodo di affinamento sui lieviti). A seconda del residuo zuccherino presente vengono classificati in Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Dry, Demi-Sec.

Cosa dice il disciplinare: le tipologie

Franciacorta

Uvaggio
Pinot Nero (minimo 35%), ChardonnayPinot Bianco (massimo 50%), Erbamat (massimo 10%).

Caratteristiche
Le uve Pinot Nero fermentano a contatto con la buccia per il tempo necessario a conferire al vino la tonalità desiderata. È prodotto con vino-base Pinot Nero, vinificato in rosato in purezza (100%), oppure nasce dal suo assemblaggio con vini-base Chardonnay e/o Pinot Bianco. Rifermentazione in bottiglia per minimo 18 mesi.

Dosaggi
Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Dry, Demi-Sec.

Franciacorta Saten

Uvaggio
Chardonnay (prevalenti) e Pinot Bianco fino ad un massimo del 50%.

Caratteristiche
La morbidezza gustativa è data dalla minore pressione in bottiglia, sotto le 5 atmosfere. Si produce esclusivamente nella tipologia Brut.
Rifermentazione in bottiglia per minimo 18 mesi.

Dosaggi
Brut.

Franciacorta Rosé

Uvaggio
Pinot Nero (minimo 35%), ChardonnayPinot Bianco (massimo 50%), Erbamat (massimo 10%).

Caratteristiche
Le uve Pinot Nero fermentano a contatto con la buccia per il tempo necessario a conferire al vino la tonalità desiderata. È prodotto con vino-base Pinot Nero, vinificato in rosato in purezza (100%), oppure nasce dal suo assemblaggio con vini-base Chardonnay e/o Pinot Bianco. Rifermentazione in bottiglia per minimo 18 mesi.

Dosaggi
Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, Sec o Dry, Demi-Sec.

Franciacorta Millesimato

La parola “millesimo” indica che tutto il vino proviene da un’unica annata (minimo 85%). Il Millesimato si produce quando l’annata è particolarmente qualitativa e si valorizza con degli affinamenti più lunghi di quelli non millesimati.

Rifementazione in bottiglia per minimo 30 mesi.

Devono passare almeno 37 mesi dalla vendemmia perché venga messo in commercio.

Dosaggi
Pas Dosé, Extra Brut, Brut, Extra Dry, ad eccezione dei Satèn Millesimato, declinati solo nella tipologia Brut.

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Franciacorta Riserva

I Franciacorta Riserva sono dei Millesimati dalla particolare eccellenza qualitativa che per esprimere al massimo le loro doti olfattive e gustative, devono rimanere in sosta sui lieviti per molti anni.

Rifermentazione in bottiglia per minimo 60 mesi.

Il Franciacorta Riserva viene immesso al consumo dopo almeno 67 mesi (cinque anni e mezzo) dalla vendemmia.

Dosaggi

Pas Dosé, Extra Brut, Brut, ad eccezione dei Satèn Riserva, declinati solo nella tipologia Brut.

L'autore /

info@geppa.it

Laurea in giurisprudenza e una grande curiosità per il cibo e il vino. Il mondo del vino mi ha tirata con forza per il bavero della giacca e ora è diventato il mio lavoro a tempo pieno. Sono docente e degustatore ufficiale Fisar da quasi una decina d’anni (come passa veloce il tempo), ho collaborato con il blog WiningPress di Umberto Gambino e ora faccio parte della squadra di degustatori di Slow Wine. Assaggio, scrivo, insegno. Acquista in cantina è il progetto che unisce la mia attitudine alla divulgazione e alla trasmissione della conoscenza con l’anima più concreta che ho sviluppato nel mio percorso di studio e di lavoro, e che ora mi ha fatto scoprire le potenzialità dei social media e dell’e-commerce. Il mio sogno è la diffusione a macchia d’olio di una corretta cultura legata a ciò che mangiamo e beviamo. Senza paroloni o sovrastrutture. Il vino e il cibo devono essere buoni, semplici, rispettosi dell’ambiente e avere un prezzo giusto. Difficile? Di questi tempi forse sì, ma su Acquista in cantina cercheremo di far trovare prodotti con queste caratteristiche e di farli conoscere in modo semplice.

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